La "non classifica" del gelato - parte I

Questa volta ho deciso di non stilare una classifica tradizionale perché a mio parere sarebbe troppo difficile posizionare le migliori. Troppe sono le caratteristiche "soggettive" da tenere in considerazione: chi preferisce le creme, chi la frutta, chi la consistenza più pannosa, chi leggera...

Pertanto abbiamo deciso di proporvi un "vademecum" del gelato romano, una lista di quelle che secondo noi sono le migliori gelaterie di Roma, classificate in base alle peculiarità di ognuna, cosi potrete decidere quella che più vi ispira in base ai vostri gusti o alla voglia del momento!

La "non classifica" del gelato - parte II

Neve di latte: la genuinità - Via Luigi Poletti, 6 (Flaminio)

Naturalezza, genuinità, cremosità, scioglievolezza sono quattro degli innumerevoli aggettivi con cui potremmo descrivere il paradisiaco gelato che possiamo assaggiare da Neve di latte. Se avessimo voluto fare una classifica come nei precedenti articoli, lo avrei posizionato al primo posto. Gli ingredienti sono naturali, di primissima qualità e si percepisce al primo assaggio. Ogni gusto rimanda al suo ingrediente essenziale, senza inutili "fronzoli" e sperimentalismi. Per me è un “gelato puro”, che può essere apprezzato da chi ha voglia di gusto autentico e di sapori puri: una crema al latte che sappia di latte fresco (latte di alta Baviera) o una gelato alla crema che faccia venire in mente la crema pasticcera che assaggiavamo da bambini quando era ancora nel pentolino bollente, appena preparata dalla nonna. Il mio gusto preferito? Pistacchio e crema classica. Per la frutta: nocciola e banana sono da assaggiare!

Supplì che passione!

Per ingannare l’attesa delle pizze che ne dite di un buon supplì?

Del supplì se ne parla la prima volta nel 1929 nel libro ”La Cucina Romana”,in realtà il suo nome originario francese era al femminile e significa "sorpresa" proprio per l’effetto che doveva suscitare il ripieno al momento dell’apertura! Sotto la panatura di pastella e pangrattato, oltre il riso, troviamo un dadino di mozzarella e un tempo venivano aggiunte delle rigaglie di pollo, oggi sostituite con del macinato di carne.Un buon supplì si riconosce grazie a quattro caratteristiche:la croccantezza della sua ”corazza” esterna, un riso ben al dente,il buon sugo di carne o, meglio ancora, ragù e soprattutto la mozzarella che deve essere rigorosamente filante(di qui il modo di dire “supplì al telefono" !)

La pizza al taglio romana: la nostra top six

La storia della pizza al taglio romana continua con la "top six" Not for Tourist Rome, ossia la lista delle sei pizzetterie al taglio/rosticcerie che preferiamo!

1) Franco e Cristina, Via Portico d’Ottavia 5, Quartiere ebraico

Non è stato facile assegnare la prima posizione, ma la nostra scelta è caduta su Franco e Cristina perché tra le tante provate è quella che, a nostro parere, esprime al meglio la romanità, non solo per la bontà del prodotto ma anche per l'ambiente e la zona in cui si trova questa pizzeria.

LA CUCINA GIUDAICO-ROMANESCA: PASQUA CON IL PESACH

Pesach e Pasqua a Roma

Pesach inizia secondo il calendario ebraico il 15 di Nissan e dura 8 giorni. Rappresenta la festa dell’esodo e della libertà. Pesach deriva dal verbo pasach (passare oltre) e fa riferimento all’episodio della decima piaga d’Egitto, ossia all’annuncio di Dio della morte dei primogeniti egizi e alla salvezza del Popolo d’Israele.

Durante Pesach è vietato mangiare e anche tenere in casa cibi lievitati e composti di frumento, orzo e avena, poiché durante l’esodo, gli ebrei per la fretta non riuscirono nemmeno a far lievitare il pane. Questo è solo un esempio di quanto la celebrazione del ricordo sia importante per la cultura ebraica. Ogni cibo e pietanza mangiata durante questa festività riecheggia i tempi dell’esodo.

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